ANAC aggiorna le Linee Guida n. 6

In data 22 novembre 2017, in attuazione a quanto previsto dal D.Lgs. 50/2016, sono entrate in vigore le Linee Guida n. 6 dell’ANAC, recanti «Indicazione dei mezzi di prova adeguati e delle carenze nell’esecuzione di un precedente contratto di appalto che possano considerarsi significative per la dimostrazione delle circostanze di esclusione di cui all’art. 80, comma 5, lett. c) del Codice». In conformità a quanto sancito dall’articolo 213, comma 17-bis del Codice, esse troveranno applicazione nelle procedure di gara bandite a partire da tale data, ovvero, in caso di assenza di bando, laddove gli inviti a presentare offerta siano trasmessi a partire da tale termine.

L’Autorità, come si evince dalla Relazione Illustrativa che accompagna il documento, ha ritenuto opportuno procedere all’aggiornamento delle previgenti Linee Guida di pari argomento a seguito delle modifiche apportate dal decreto correttivo n. 56/2017 al comma 10 dell’articolo 80. Tali modifiche hanno chiarito la durata della pena accessoria dell’incapacità a contrattare con la pubblica amministrazione in presenza di motivi di esclusione con specifico riferimento anche al "grave illecito professionale" di cui al comma 5, lettera c).

In questa sede, senza pretesa di esaustività, si segnalano le novità principali della disposizione di cui trattasi. La prima riguarda la rilevanza ostativa delle condanne non definitive quali quelle indicate per reati di cui al punto 2.2 del testo, che così recita:«

  • a. abusivo esercizio di una professione;
  • b. reati fallimentari (bancarotta semplice e bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione di beni da comprendere nell’inventario fallimentare, ricorso abusivo al credito);
  • c. reati tributari ex d.lgs. 74/2000, i reati societari, i delitti contro l’industria e il commercio;
  • d. reati urbanistici di cui all’art. 44, comma 1 lettere b) e c) del Testo Unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 con riferimento agli affidamenti aventi ad oggetto lavo  ri o servizi di architettura e ingegneria;
  • e. reati previsti dal d.lgs. 231/2001.

Rileva, altresì, quale illecito professionale grave, che la stazione appaltante deve valutare ai sensi dell’art. 80, comma 5, lett. c) del codice, la condanna non definitiva per taluno dei reati di cui agli artt. 353, 353 bis, 354, 355 e 356 c.p., fermo restando che le condanne definitive per tali delitti costituiscono motivo di automatica esclusione ai sensi dell’art. 80, comma 1, lett. b) del codice.»

Le stazioni appaltanti sono tenute a comunicare tempestivamente all’Autorità, ai fini della relativa iscrizione nel Casellario Informatico, e che quindi possono rilevare ai fini della valutazione del grave illecito professionale, anche i provvedimenti di applicazione delle penali di importo superiore, singolarmente o cumulativamente con riferimento al medesimo contratto, all’1% dell’importo del contratto. Inoltre, viene chiarito che le autodichiarazioni rese dai concorrenti ai fini della partecipazione alla gara mediante il modello DGUE devono avere ad oggetto tutti i provvedimenti «astrattamente idonei» a configurare la causa di esclusione in esame, anche se tali provvedimenti non sono ancora stati inseriti nel Casellario Informatico.

Relativamente all’ambito soggettivo, i gravi illeciti professionali assumono rilevanza ai fini dell’esclusione da una gara d’appalto quando (art. 3.1) sono riferiti direttamente all’operatore economico, ai soggetti di cui all’art. 80, comma 3 del Codice (legali rappresentanti, direttori tecnici, socio di maggioranza, ecc.), ovvero ai subappaltatori nei casi previsti dall’art. 105, comma 6, del Codice (la c.d. «terna» di subappaltatori).

Al capitolo VI delle Linee Guida si dispone che l’esclusione dalla gara deve comunque essere disposta «all’esito di un procedimento in contraddittorio con l’operatore economico interessato». Sempre in tale capitolo vengono enucleati i criteri di valutazione, improntati al principio di proporzionalità, secondo cui può essere disposta l’esclusione dalla gara di un operatore economico.

E’ opportuno qui segnalare che, a discrezione della stazione appaltante, e all’esito di un procedimento in contraddittorio con questa, un operatore economico potrebbe essere escluso da una gara d'appalto per una sentenza di primo grado per un delitto informatico o per una violazione in materia di autore che, pur non avendo attinenza con il settore degli appalti pubblici, sono reati contemplati dal D.Lgs. 231/2001. Ovvero, con un incidenza statistica ben più elevata, potrebbe essere escluso per i reati di lesioni colpose gravi o omicidio colposo ancorché non definitivamente accertati.

Infine, al capitolo VII, ai sensi dell’art. 80, comma 7, del Codice, si stabilisce che «l’operatore economico è ammesso a provare di aver adottato misure sufficienti a dimostrare la sua integrità e affidabilità nell’esecuzione del contratto oggetto di affidamento nonostante l’esistenza di un pertinente motivo di esclusione» (le c.d. misure di self-cleaning). Ci preme qui segnalare che (art. 7.2): «L’adozione delle misure di self-cleaning deve essere intervenuta entro il termine fissato per la presentazione delle offerte o, nel caso di attestazione, entro la data di sottoscrizione del contratto con la SOA. Nel DGUE o nel contratto di attestazione l’operatore economico deve indicare le specifiche misure adottate.»

Qui l'estratto della G.U. relativo alla disposizione sopra discussa in formato PDF (216 KB).